venerdì 30 marzo 2018

Le regole d'oro dell'antropologo principiante - Antropologia Spiccia



Ok, non leggo quasi più, lo ammetto. L’università mi porta via tutto il tempo che prima dedicavo ai libri, e se non ho tempo per i libri belli figuriamoci per i libri trash (che erano tipo la ragione per cui è nato il blog).
Quindi basta, lascio il blog nelle mani di Salem, tornerò quando sarò laureata e disoccupata a scaricare tutto il mio male di vivere contro l’After di turno.




Questo è quello che pensavo.

Poi però ho realizzato che non è vero che non leggo, anzi, leggo anche dieci ore al giorno. Cose per l’università, ok, ma per me sono interessanti, quindi perché non provare a renderle interessanti per tutti?
Quindiiiii *rullo di tamburi* vi presento l’antropologia spiccia. E già mi viene l’ansia perché niente è più fraintendibile dell’antropologia fatta in modo approssimativo da gente inesperta tipo me, quindi vi lascio alcune regole d’oro del wanna be antropologo in erba, che dovreste tenere ben presenti prima di avventurarvi in questo mondo di ambiguità e relativismo.
  1. Sono una principiante
    Non ho la verità in tasca, molto probabilmente dirò qualche cavolata, anche se in buona fede. Se volete essere al 100% sicuri di una cosa vi consiglio di consultare le fonti che cercherò di mettere sempre (a meno che la roba non venga dai miei appunti, in quel caso vi tocca fidarvi di quello che ho capito). E potrebbe comunque essere sbagliato perché non è matematica, quindi siate cauti, insomma.

  2. Molte ricerche sono state fatte nei primi anni del 900
    Ovviamente ora molte cose sono cambiate: tutti hanno tv, cellulari, internet e nessuno chiama gli aerei grandi uccelli di metallo. Siamo tutti assieme nel XXI secolo. Le ricerche vecchie restano interessanti perché hanno messo per iscritto millenni di tradizione orale, e spesso diventano una risorsa per le stesse popolazioni indigene, che con gli anni del colonialismo potrebbero essersi perse qualche tradizione per strada.

  3. La cultura cambia e le tradizioni si inventano
    Non sono fatte di pietra, una cultura che è rimasta uguale a come era 100 anni fa è una cultura morta e una novità può diventare tradizione nel giro di pochissimi anni. Però, diceva un tipo che si chiama Clifford, radici e strade (ovvero roots e routes, per non perdersi il gioco di parole) non sono incompatibili. In parole povere, sarebbe una buona idea costruirsi un futuro senza paura del cambiamento, ma tenendo un occhio sul passato, per non perdersi.

  4. Purezza della cultura = purezza della razza = gli unicorni
    Non esiste: la cultura nasce dall'interazione con altre culture. Pensate alle più grandi culture della storia: romani, greci, fenici, cinesi… non mi pare fosse gente che tendeva a vivere isolata. Nemmeno sulle isole vivevano isolati, per dire: in Oceania viaggiavano 2000 km su una canoa per scambiarsi la cultura, e senza gps. Gli scambi e le appropriazioni non hanno portato a perdere la propria identità culturale (che è un’altra cosa che non è fatta di marmo, fra l’altro), anzi, la rendono più ricca.
    Per cui mischiate kebab e pizza senza timore.

  5. La realtà è molto meno oggettiva di quanto si pensi
    Ognuno ha la sua: in un posto potresti essere imparentato con qualcuno perché avete mangiato la stessa patata e in un altro ti diranno che le persone di quel villaggio sono uomini ma anche, ogni tanto, puma. Andare a chiedere “Ma lo sapete che non è DAVVEEEERO così?” è una domanda insensata, perché è davvero così in quel posto, e andare a imporre la nostra realtà a tutti dicendo cosa è scienza e cosa è superstizione è un pochettino supponente e paternalista. Lo stesso vale per la morale, quindi cercate di evitare di giudicare le persone secondo la vostra idea di giusto e sbagliato, anche se può essere difficile, considerando che in certi angoli di mondo è perfettamente ok uccidere bambini. Però credetemi, non avete abbastanza elementi per giudicare qualcuno leggendo dieci righe scritte da me, quindi non fatelo, vi prego.
    Insomma, per farla breve, restate con la mente aperta.
    A meno che non si tratti di vaccini. Vaccinatevi sempre.

  6. Prima o poi arriverà sempre qualcuno a dirvi che avete sbagliato tutto. E va bene così.

E così finisce la premessa.
Sono sicura di avervi già annoiato, avrete smesso di leggere al punto 1, ma hey, almeno potrò dire di averci provato. E meno persone leggono meno incidenti diplomatici rischio di creare, quindi meglio così <3 baci.



Purin

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