martedì 7 giugno 2016

The Selection: storia di una bipolare e del principe Valium



Titolo: The Selection
Autrice: Kiera Cass
Editore: Sperling & Kupfer
Prezzo: 15,22 € c. rigida - 8,42 € c. flessibile - 6,99 € ebook Troppo




Vabbè ragazzi, io le recensioni non le so fare, se no magari facevo un blog serio, non questa cacata. Ve lo dico così non sprecate tempo a dirmi che non sono capace e a chiedermi se non ho nulla di meglio da fare, perché la risposta è no, altrimenti non sarei qui. Statece.
Dunque, abbiamo una protagonista, America Singer. Già il nome è un programma: me la immagino con un fucile in una mano, una birra nell’altra e un’aquila tatuata sul petto. D’ora in poi sarà nota come ‘Murica.

Comunque ‘Murica è una ragazza bellissima ma che si considera appena passabile, super talentuosa ma molto modesta, e ovviamente speciale. Perché a lei non interessa quello che interessa a tutte le altre ragazze, lei è più profonda. Come una pozzanghera. Però in un giorno in cui ha piovuto tanto, eh! Mica una pozzanghera qualunque. Insomma, una protagonista mai vista e mai sentita, se non hai mai letto né un libro né una fan fiction sugli One Direction.
‘Murica vive ad Illéa, che sarebbe sostanzialmente l’America in un futuro post apocalittico in cui Trump probabilmente ha vinto le elezioni e viene invaso prima dai cinesi e poi da russi, e poi forse di nuovo dai cinesi, non so più bene, comunque tutti cattivoni. Fortuna che ad un certo punto arriva ‘sto Gregory che guida la rivoluzione, scaccia le zecche rosse, sposa una principessa a caso e instaura una monarchia dopo aver dato il suo nome al paese. Un’altra cosa che fa questo grande leader dalle idee liberali è farsi un giretto su wikipedia, scoprirsi affascinato dal sistema delle caste indiane e copiarlo paro paro in Illèa. E con paro paro intendo alla minchia di cane. Ci sono otto caste, molto convenientemente indicate con dei numeri: si va dagli uno, la famiglia reale, agli otto, i barboni. Fino al tre sono ricchi, quattro se la cavicchiano, da cinque in giù si iniziano a saltare i pasti.
Indovinate a che casta appartiene ‘Murica? Abbastanza in basso da fare un po’ pena e abbastanza in alto da non apparire sfigata: è una cinque e fa la cantante e la musicista.
‘Murica ovviamente ha una ragazzo segreto che si chiama Aspen (che è tipo un posto dove si scia se non sbaglio). Dunque, questo Aspen è un Sei orfano di padre e con un gran numero di fratellini e sorelline, stile famiglia povera irlandese ma senza alcolismo, e ogni tanto la famiglia di ‘Murica lo assume per fargli fare le pulizie. Ma non erano poveri? Vi chiederete voi. Vabbè, adesso non siate pignoli, saltavano i pasti ma non avevano voglia di farsi da soli le pulizie di casa, che è una cosa da pezzenti proprio.
Parlando delle mani di Aspen, cito:
Mi sorprende, perché sono simili alle mie: ruvide, dopo anni di dure fatiche.
Senti tesoro, hai diciassette anni e fai la cantante. Cosa intendi per dure fatiche? Lavare i piatti dopo cena? 

A turbare la dura quotidianità della nostra ‘Murica arriva la comunicazione che il figlio del re, tale Maxon, è in età di prendere moglie. La cosa avverrà attraverso una specie di selezione: trentacinque ragazze adolescenti devono vivere tutte assieme a palazzo e competersi l’amore e le attenzioni del principe. Tipo Hunger Games in pratica, solo molto più violento. Però ‘Murica non vuole candidarsi a questa selezione, anche se questo la farebbe salire automaticamente di casta e la metterebbe nelle condizioni di provvedere economicamente alla sua famiglia che patisce la fame e gli stenti. No, non perché è una schifosa mercificazione della donna o quisquiglie moralistiche di questo genere, figuratevi.
La sua T-shirt nera e i jeans sciupati che indossava quasi ogni giorno avevano dei buchi in diversi punti. Oh, quanto avrei voluto stare seduta tranquilla a rammendarglieli. Ecco la mia più grande ambizione: essere la principessa di Aspen, non quella di Illèa.

Pensando che tanto non la sceglieranno mai fra le migliaia di candidate e per far stare zitti sua madre e Aspen che rompevano la wallara perché non si lasciasse sfuggire l’occasione, alla fine, ‘Murica accetta di partecipare.
Però, colpo di scena, prima che escano i risultati, Aspen la scarica perché ‘Murica ha l’ardire di usare i soldi che si è guadagnata cantando per comprare del cibo e cucinare per lui.

“America, io sono un uomo. Sono io quello che dovrebbe guadagnare.”
 “America, io sono un uomo. Sono io quello che dovrebbe guadagnare.”
“America, io sono un uomo. Sono io quello che dovrebbe guadagnare.” 
Insomma, stai al tuo posto, donna!

Il fragile cuore di ‘Murica si spezza, ma non ha tanto tempo per rimuginarci su. Infatti, sorpresa delle sorprese, viene scelta proprio lei per la selezione! Ecchiseloaspettava!!

Ovviamente la nostra ‘Murica sarà al settimo cielo. Insomma, in barba all’ex, che resti pure convinto del fatto che è l’uomo che deve portare a casa la pagnotta. Anche se si facesse cacciare da palazzo il primo giorno perché la vita sotto i riflettori non fa per lei, solo partecipando a tutta quella faccenda della selezione diventerà una tre, avrà più possibilità di carriera, farà la grana, diventerà una persona importante, non dovrà più fare la vita da pezzente. Evvai! No? No.
Avrei avuto una casa nuova, una casta nuova, una vita nuova. E tutto per via di uno stupido foglio di carta e di una fotografia. Avrei voluto piangere fino allo sfinimento per tutto ciò che avevo perduto.

Diciamo che da qui in poi siamo abbastanza avanti nel libro perché possa essere considerato spoiler, potete saltarlo e leggervi solo le conclusioni non spoilerose oppure leggervelo tutto. Boh, io ve l’ho detto, poi vedete voi. 



Lagnandosi con grande dignità ‘Murica saluta tutti e parte alla volta del palazzo. Qui incontriamo una delle persone più moleste di tutto il libro, tale Marlee, che arriva saltellando come se avesse fatto colazione con lo stesso LSD andato a male con cui si dilettava Heidi, e la saluta abbracciandola. Ma chi ti conosce?

E continuando non migliora, infatti comincia a parlare a vanvera e non smetterà più.
«Mi piacciono i tuoi capelli rossi!» Esclamò Marlee. «Ti fanno sembrare così piena di vita! Dicono che la gente con i capelli rossi ha un brutto carattere, ma secondo me non è vero!»
Ecco, io da una che esordisce in questo modo metterei le distanze, ma ‘Murica, che abbiamo già scoperto non brillare in quanto capacità di giudizio, la trova assolutamente adorabile e ne fa la sua migliore amica. Ok. Andiamo avanti che questa recensione si sta facendo lunga e non ho già più voglia.
È interessante come la nostra ragazza, che odia tanto stare sotto ai riflettori (anche se fa la cantante, ma vabbè), che non si sente tagliata per fare la regina e a cui non frega niente di stare lì, appena scende dall’aereo e si trova accolta da una folla adorante inizia a farsi foto con tutti, a firmare autografi, e a salutare la gente che nemmeno la regina Elisabetta, tanto che il suo gruppo arriva a palazzo in ritardo per i trattamenti di bellezza.
Vi risparmio i dettagli su vestiti, gioielli, trucchi e manicure, tanto è tutto una tirata di quanto lei sia una ragazza acqua e sapone mentre le altre sono frivole perché si truccano tanto. 
Al palazzo ‘Murica fa di tutto per restare nelle grazie del principe: prima scappa in cortile in preda a un attacco di panico, e quando lui le chiede se va tutto bene decide di insultarlo e di fargli un cazziatone colossale così, per nessuna ragione in particolare, perché le giravano e perché lei è una ragazza emancipata che non si fa ostacolare dalla differenza di status sociale. Poi, in occasione del primo appuntamento ufficiale, non si lascia sfuggire l’occasione di tirargli una ginocchiata nei gioielli reali (è l’autrice che li chiama così eh, non io), pensando che lui stesse attendando alla sua virtù. Go girl, vai così, che se siamo fortunati il principe inizierà a urlare “tagliatele la testa” stile la regina di cuori e noi non dovremo più leggere delle tue gravi nevrosi. Invece no, il principe reagisce con una flemma tale che potrebbe fare da testimonial al valium e non solo le perdona tutto, ma stringe anche un accordo con lei: anche se non è interessata a sposarselo, lo aiuterà a decidere quali ragazze tenere e quali scartare. In cambio lui le permetterà di stare lì fino alla fine, perché facendo sfoggio di una coerenza tutta sua odia il palazzo e quindi vuole restarci il più a lungo possibile. Il principe, probabilmente già drogato di valium e ulteriormente stordito dalla logica inoppugnabile della richiesta di ‘Murica, accetta.
Pare che finalmente ci sia un po’ di movimento quando dei ribelli attaccano il palazzo, costringendo i reali e le pretendenti a barricarsi dentro la stanza. Finalmente un po’ d’azione dai, sta succedendo qualcosa! Sì, sta succedendo che delle guardie addestrate si fanno mettere in crisi da un branco di disgraziati che attaccano il palazzo armati di mattoni e verdure marce. Verdure. Marce.

E perché questi ribelli attaccano il palazzo? Non lo sa nessuno, forse per noia, forse, secondo il principe Valium, perché cercano qualcosa. Okkeeeey….
‘Murica non ha molto tempo per pensare ai ribelli: proprio mentre inizia a cedere al fascino da bradipo in letargo del principe Valium arriva Aspen. Così, spunta dal nulla come una margherita in un prato, proprio colui che regna ancora sul cuore della nostra eroina, nonostante l’abbia spezzato solo un mese prima. Le coincidenze della vita possono essere strane. So che sarete ansiosi di sapere cosa ci fa Aspen lì. Ovviamente è stato chiamato a fare la leva militare, e dopo un intensissimo addestramento di due settimane diventa ufficiale e prende servizio a palazzo. Il principe Valium, ignaro del fatto che sia la vecchia fiamma della sua pretendente preferita, lo mette di guardia alla di lei porta, così che il nostro smandrappone ovviamente ne approfitta per infilarsi nella camera della dolce fanciulla e pomiciarci. Notare che le pretendenti sono punibili con la pena di morte se hanno una storia con qualcuno che non sia il principe, ce l’ha detto l’autrice, ma appena il nostro amico Aspen compare dritto dritto dagli anni cinquanta con il grido di battaglia “badare alla casa è un lavoro da donne” ‘Murica non ci pensa su nemmeno mezzo secondo.

Certo Aspen avrebbe l’occasione di fare qualcosa di utile e morire, quando pochi giorni dopo il suo arrivo i ribelli attaccano di nuovo, nel cuore della notte. Mannaggia la miseria ‘Murica si mette in salvo assieme alle cameriere, e trova Aspen, famiglia reale e pretendenti al completo ad aspettarla nel rifugio, dove se ne stanno chiusi per ore mentre nel palazzo infuria la battaglia. Del resto se uno diventa ufficiale dopo due settimane di addestramento, probabilmente basta saper mettere l’elmo dritto per entrare nelle guardie reali. Ci credo che poi i ribelli gli fanno il culo.
Siamo ormai quasi alla fine del libro. Finito l’assalto ‘Murica torna nella sua stanza, dove scopre che i ribelli, mentre combattevano con le addestratissime guardie reali, hanno trovato il tempo di fare a pezzi le sue foto e buttare all’aria i suoi vestiti. Così, solo per dimostrare quanto sono cattivi.
Di punto in bianco l’autrice si stufa di inventare nomi ridicoli per le pretendenti e il principe Valium decide di mandarle via tutte tranne sei, fra cui ‘Murica, ovviamente. Sì, posso sentire i vostri sospiri di sollievo.

La storia si conclude con Aspen che va a trovare ‘Murica per un’altra pomiciatina, ma lei lo blocca. Insomma, lui le ha spezzato il cuore, lei adesso fa parte della selezione, il principe Valium un po’ le piace, non vorrebbe rovinare tutto. Vuole fare la cosa migliore per se stessa. Ha senso. È tipo la prima cosa che ha più o meno senso in tutto il cavolo di libro. Non ci potevo quasi credere. Peccato che ad Aspen non interessa.
Aspen ci rimuginò sopra un momento, molto triste per le mie parole. E alla fine sorrise. «Lo sai che non intendo arrendermi, vero?» disse in tono di sfida, e a me sfuggì un sorriso. […] «Non ho paura di quel burocrate!» sbottò.
Vai così. Contenditi il trofeo con “quel burocrate” mettendo a rischio la tua vita e quella della TUA donna. Chi vuole sentire la sua opinione? Tsè. Le donne possono avere un’opinione solo sulla marca del detersivo per i piatti. Non vedo l’ora di vedere come reagirà alla provocazione il principe Valium nel secondo libro.

Tirando le somme:
1.      La protagonista è incoerente pure quando dorme e la sua migliore amica ha evidenti problemi di droga.
2.      Il principe ha la verve di Emanuele Filiberto dopo tre notti insonni, e come se non bastasse chiama tutte le concorrenti “mia cara” in un modo talmente viscido che viene da farlo viaggiare a schiaffi fino alla doccia più vicina.
3.      I personaggi sono stereotipati e privi di qualsiasi spessore: il principe galante; l’innamorato orgoglioso; l’amica brillante e vivace; la bulletta bella, ricca, stronza e prepotente e la protagonista talentuosa ma modesta. Ci si potrebbe fare un mazzo di tarocchi.  
4.      L’universo è costruito veramente male, non si capisce cosa lo muove, al di là di qualche accenno a delle fantomatiche prigioni. Insomma, più di metà della popolazione muore di fame e non possono scegliersi la professione ma nessuno esprime il minimo dissenso. E non c’è nemmeno il calcio a distrarli!
5.      La trama è insulsa, non succede niente di rilevante e gli unici cattivi che dovrebbero dare movimento sono ribelli non ben identificati, che non si capisce bene da che scopi sono mossi e che attaccano lanciando verdura. *facepalm*.

Decisamente la cacca è marrone e puzza pure. Pace e amore.



Purin

2 commenti:

  1. Me ne avevano parlate delle amiche, ma non immaginavo fosse a questi livelli XD

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  2. Grazie, veramente grazie per questa recensione! Non so perché mi sono lasciata convincere a leggere l'intera trilogia (forse perché avevo sentito tanti pareri positivi, boh, non me lo spiego), ma l'ho trovata orrenda, la peggiore mai letta. E pensavo di essere io quella strana! Invece condivido ogni vostra parola, mi sento capita. Perciò grazie ;)

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