domenica 25 dicembre 2016

Angelize II Lucifer - FUCK YEAH FALLEN ANGELS' FIGHTS!


Titolo: Angelize II Lucifer
Autore: Aislinn
Editore: Fabbri Edizioni
Prezzo: cartaceo 16 €, ebook 4,99 € (ma non importa perché è una figata quindi lo vorrete indipendentemente dal prezzo)







*sbattendo violentemente le mani sul tavolo* “Necessito il seguito! Adesso!”
Lo sapevo già.”
*cori celestiali annunciano la presenza del libro*

Oh, dimenticavo:

Dato che questo è il seguito di Angelize (di cui trovate la nostra recensione qui: Angelize - FUCK YEAH ANGEL FIGHTS!), se non avete letto i due libri prima, siete avvisati (che tanto ormai lo sapete, se il libro è brutto ce ne sbattiamo degli spoiler).
Ed è con i Muse in sottofondo che inizio questa recensione che porca vacca attaccatevi perché amo tutto!

Vi ricorderete che il primo libro si è concluso con un bellissimo massacro e Lucifero che se magna i caduti crudi. Perché se li magna? Se li magna così può richiamarli indietro e averne il totale controllo.
Ora, io non voglio spoilerare tutta la trama perché altrimenti che motivo avete per leggervi il romanzo?
Percui...
Trama: Tutti contro Lucifero per la liberazione degli angeli stretti fra le sue grinfie.

Meglio di così!

Come avrete intuito i nostri eroi ritornano tutti.
Hesediel è costretto ad abbandonare la vita che si era costruito a Roma dopo che legge di una serie di misteriosi e cruenti omicidi a Milano.
Haniel viene riportato indietro in tutto il suo femminile splendore dalla Dea. E anche la sua lingua a doppio taglio non lo lascia mai.

I soliti cartelli sulle colonne ai lati degli ingressi dicevano “rispetto e silenzio”.
'Fanculo. Ditelo alla stronza che sta qui di notte, la Signora Sesso Caos e Rock' n' roll.


E, ovviamente, anche Rafael torna.
Insomma, è una rimpatriata!

C'è un nuovo punto di vista della storia, e no, non è quello di Lucifero, ma è quello di Mikael.
Avete letto bene, l'ex arcangelo torna, ma è costretto ad ubbidire al fratello caduto in tutto e per tutto. E Lucifero non si fa problemi a ricordarglielo ogni volta umiliandolo davanti agli altri ex-angeli.
Per tutto il libro Mikael combatte contro gli istinti e le necessità del suo corpo mortale. Odia tutto della sua nuova natura: la debolezza del fisico, l'odore, l'aspetto, il bisogno di nutrirsi...
Devo dire che il punto di vista di Mikael mi è piaciuto molto. Riusciamo a comprendere meglio questo personaggio, e tutto ciò lo rende più umano (ma non ditegli che l'ho detto o mi ammazza). Si può anche, in un certo senso, capire il suo punto di vista e il suo odio ormai viscerale per gli ibridi.
Ma tranquilli, non inizierete a dire "Viva la Mikael!", stronzo era e stronzo rimane. Semplicemente il suo orgoglio non l'ha mai lasciato ed è proprio il suo orgoglio a fargli subire le peggio umiliazioni, e quindi fa più pena. O almeno, a me ha fatto pena, poi confrontandomi con altre persone ho scoperto di essere speciale. Me lo dice sempre anche la mamma!

Mikael serrò i denti, alzò le braccia, pesanti come tutti i peccati dell'uomo, e affondò le dita tra i capelli, tremando al contatto, al calore della pelle.
Doveva trovare chi punire, chi sconfiggere, chi interrogare per tornare indietro.
Allo spirito. Alla purezza che gli era propria.

Ritroviamo altri personaggi che nel primo libro erano marginali e qui diventano secondari. Ritroviamo l'angelo Uriel, che era fuggito prima della battaglia ed ora fa la vita dell'hippy felice e bellissimo.

Era così... trasandato. La vestaglia scivolava storta su un braccio. I capelli in disordine. Le unghie smangiucchiate. Eppure si mostrava tranquillo.

Torna un ibrido, Mehiel, e accompagna i nostri protagonisti. Non prenderà molto spazio nel romanzo, ma ne prenderà abbastanza da farvi scattare l'istinto di mamma represso che c'è in voi (sì, anche in voi signori "mangio metallo perché sono uomo, io!") e andrà protetto. Fallirete. Ma non troppo.
E ovviamente ritroviamo gli altri angeli, caduti e non.
Ma cosa più importante: torna la Dea!

«Ho visto tutto, io sono tutto, dall'origine dei tempi. Ho assistito ad ogni nascita e a ogni fine. Sono la Madre e la Morte. Sono Atena in Grecia e Morrigan tra i Celti. Ecate e Lilith. Ishtar e Freya. Kali e Amaterasu. Iside e Sekhmet. Sono tutte e nessuna, in ogni luogo e in ogni tempo, sotto ogni maschera e in ogni preghiera. Sono ciò che sta oltre il Velo, oltre ogni aspetto che l'uomo abbia inventato per darmi una forma e sentire la mia voce. Come potreste aspettarvi il contrario? Come potrei lasciarmi smuovere da una singola esistenza?»
«Vaffanculo.» Hesediel sentì le fiamme tra le dita.



Insomma, questo romanzo tiene testa al suo predecessore.
Lo stile di Aislinn resta fluido e senza peli sulla lingua, regalandovi una lettura da cui non riuscirete a staccarvi. Non vi farete troppe domande perché sarete troppo presi da quel che succede per capire che le priorità dei personaggi sono ben altre da domande come "sì, ma la gerarchia angelica?" " La corte della Dea com'è strutturata?" Chissene! Qua o si vive o si muore!

Il finale poi è... è...

 




Il  mio voto (che ormai avrete intuito):


Salem

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